La passione per i motori, coltivata fin dalla più tenera età, si è sviluppata nel tempo spaziando di pari passo dalle due alla quattro ruote. La costante, è sempre stata la mia curiosità sull'impiego di propulsori che, a mio avviso, sarebbe meglio definire opere d'arte. Sono cresciuto vedendo sfrecciare luccicanti moto asiatiche condotte da disinvolti basettoni senza casco né timori. Sia le une che gli altri attirarono la mia attenzione, determinando così il mio ingresso nel clan delle due ruote e, poco dopo, nel mondo delle competizioni. A 18 anni, da due le ruote si fecero quattro: crescevo io, e cresceva la mia curiosità motoristica. Così, partendo dalle smorfiose nipponiche, sono passato a rombanti signorine anni '50-'60, poi a bellicose Guzzi militari, per approdare ad affascinanti signore dell'anteguerra: grazie alle collaborazioni con il Bugatti Club Italia, ho potuto ficcare il naso anche nei gioielli che portano tale nome e assistere questi bolidi dei primi del secolo scorso mentre ripercorrevano i gloriosi percorsi della 1000 Miglia. Oltre che spaziare nei vari settori, ho spaziato anche nelle varie dimensioni, entrando così nella terza: l' altezza. Ed è nel settore aeronautico, che ho affinato le mie esperienze di "motorista". Poi, proprio come quando si corre in pista, con il passare degli anni il mio percorso è tornato alla griglia di partenza: oggi sono tornato a terra, ai primi amori nipponici a due ruote, e alle competizioni. Nonostante i perversi disegni divini e le bizantine regole scritte da persone incompetenti tanto per riempire carte e così giustificare il loro "lavoro", nel 2006 ho fatto sì che tutta questa strada percorsa diventasse il valore aggiunto della mia attività. Il "Reverendo"/span>

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